Il Cammino di Oropa Canavesano – Da Cuorgnè a Vidracco – Tappa 2
Seconda tappa del Cammino di Oropa Canavesano
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Affrontiamo la traversata della Valle Sacra, in un itinerario “selvaggio” tra i boschi che termina in Valchiusella.
Dal centro di Cuorgné attraversiamo il torrente Orco e arriviamo allo spettacolare ponte sul torrente Piova, che attraversiamo con grande attenzione poiché è privo di spallette. Consigliamo quindi a chi soffre di vertigini di uscire da Cuorgné su Viale dei Mille, facendo in questo caso molta attenzione al traffico.
Imbocchiamo la strada asfaltata che sale verso la frazione Sant’Anna Boschi, dove in corrispondenza della chiesetta imbocchiamo a sinistra la strada prima asfaltata e poi sterrata che gradualmente sale verso il bric Filia, che costeggiamo in un bel percorso sterrato, per poi scendere sulla strada asfaltata che conduce verso Campo Canavese.
Qui ci possiamo rifornire d’acqua prima di rientrare nel bosco e affrontare il tratto più selvaggio della giornata, raggiungiamo la chiesetta di Sant’Antonio e proseguiamo dritto per raggiungere la cima del Bric di Muriaglio. In questa zona il percorso diventa sempre meno leggibile, e conviene tenere d’occhio l’App o il GPS per orientarsi, perché a tratti la segnaletica potrebbe non essere chiara.
Scendiamo quindi verso Vidracco, passando accanto ai labirinti di pietre tracciati dai membri di Damanhur, una comunità che aderisce a una filosofia “fondata sull’amore e il Divino” fondata nel 1979, che ha scelto Vidracco e la Valchiusella come sede.
La tappa termina a Damanhur Crea, il centro polifunzionale gestito dalla comunità.
Practical info
Servizi lungo il percorso:
- Fontanelle a Cuorgné, a Sant’Anna Boschi, lungo la strada che lambisce il Bric Filia, a Campo Canavese, a Vidracco.
- Bar e alimentari solo a Cuorgné e Vidracco, rifornitevi prima di partire.






We are a social cooperative-tour operator, a network of individuals and associations in Italy and around the world. Our story began in the late 1990s, when a handful of people began to question the meaning of mass tourism. Traveling and getting to know projects related to fair trade gave birth to the idea of starting a social enterprise that would disrupt the paradigms of tourism and work in direct contact with the civil society of the places visited, with people and associations directly involved in development projects.
Our progress is slow but deliberate.